Carciofi a Policoro: tradizione, sfide e futuro di una coltivazione d'eccellenza
A tu per tu con Francesco Alfano
Francesco Alfano è tecnico agronomo di Arpor, società cooperativa agricola legata a Orogel e con sede produttiva a Policoro, in provincia di Matera. I soci di Arpor coltivano in una della aree agricole più vocate d'Italia, nel cuore della Basilicata.
Quella dei carciofi è una filiera interamente lucana, mantenuta il più corta possibile per rispettare il naturale ciclo delle piante e seguire le stagioni senza forzature. Un lavoro che si traduce in controllo del prezzo, ricerca continua e garanzia di qualità — dal campo alla tavola. Ne abbiamo parlato con Francesco Alfano, direttamente sul campo.
Negli ultimi anni è stata rivista la densità d’impianto. Da cosa nasce questa scelta e quali risultati concreti ha portato?
Nel corso degli anni, diverse prove sperimentali hanno portato a una scelta agronomica ben precisa: ridurre la densità di impianto da 6.000 a 5.000 piante per ettaro. Il risultato è stato sorprendente — le produzioni sono migliorate e aumentate. Con meno competizione tra le piante, ciascuna ha potuto svilupparsi in modo più equilibrato, dando origine a esemplari di taglia più contenuta e portamento più compatto, con una maggiore emissione di getti ascellari. Ne hanno beneficiato anche il controllo fitosanitario, più agevole e preciso, e i costi, ridotti sia per la raccolta che per le piantine.
Il carciofo è noto per il suo elevato fabbisogno idrico: cosa succede quando la pianta non riceve l'acqua di cui ha bisogno e come vi accorgete che qualcosa non va?
Il carciofo è una coltura esigente, soprattutto sul fronte idrico. Quando le temperature superano i 30°C, l'ampio apparato fogliare traspira intensamente, e anche un'irrigazione recente può rivelarsi insufficiente: bisogna intervenire di nuovo. Le conseguenze dello stress idrico non sono banali — se l'acqua non raggiunge correttamente la linfa, il frutto si danneggia dall'interno: diventa rosso e sviluppa la cosiddetta peluria o barba, compromettendo la qualità del raccolto.
Quali sono le condizioni ideali per ottenere il meglio da questa varietà, e quanto incide l'annata sull'andamento del raccolto?
Le potenzialità di questa varietà si esprimono appieno nelle annate favorevoli: temperature miti, piogge ben distribuite e terreni di buona struttura hanno permesso di raggiungere punte di 250 quintali per ettaro, con rese fino a 30–35 carciofi per pianta — numeri che testimoniano la bontà di questa coltura. Nella realtà quotidiana, tuttavia, la produzione media si attesta tra i 130 e i 140 quintali per ettaro, un risultato comunque significativo. La raccolta è interamente manuale e si svolge da marzo a giugno in 8–10 passaggi successivi. Nei primi due, tendenzialmente, viene raccolto un solo carciofo per pianta — ma non è una regola fissa. Il carciofo è una pianta imprevedibile: ogni anno si comporta in modo diverso, condizionato dall'andamento stagionale e dalle caratteristiche del campo. E in questo, forse, risiede parte del suo fascino.
Nell’ambito della misura PNRR “Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo”, Orogel ha ottenuto l’approvazione del progetto denominato “Programma di sviluppo per la logistica agroalimentare nell’ambito della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli”. In particolare il programma di sviluppo di Orogel, dal titolo “OROGEL – logistica interna e sostenibile” è finalizzato alla realizzazione di una nuova cella frigorifera automatizzata con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale e proseguire verso la digitalizzazione. Per ulteriori informazioni, cliccare qui.

“MAC - Maculatura bruna del pero: approfondimenti su agenti causali, tecniche innovative di prevenzione e contenimento alla luce dei cambiamenti climatici” è un progetto realizzato nell’ambito Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 – Tipo di operazione Mis. 16.1.01 – Gruppi operativi del partenariato europeo per l’innovazione: “produttività e sostenibilità dell'agricoltura” - Focus Area 4B.
Costo Complessivo del Progetto: € 379799,62
Contributo concesso € 341.819,66
Domanda n. 5150379 – Capofila: OI PERA
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
ORODATA è un progetto realizzato nell’ambito del CoPSR 2023-2027 - Tipo di intervento SRG08 “Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell'innovazione” – settore ortofrutticolo. Il progetto è finanziato dal FEASR 2023-2027 – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.
Costo totale: 399.865,00 €
Contributo concesso: € 279.905,50
Domanda n. 5938668 – Beneficiario: Orogel Società Cooperativa Agricola
Obiettivi Generali Il progetto "Implementazione della piattaforma gestionale nativa BigData di Orogel Soc. Coop. agricola per una filiera ortofrutticola più sostenibile e trasparente - ORODATA" ha l'obiettivo di promuovere la transizione digitale e sostenibile della filiera ortofrutticola della Soc. Coop. Orogel attraverso l'implementazione di una piattaforma gestionale avanzata.
Per informazioni su eventi e risultati del progetto si rimanda al
sito web

Orogel Società Cooperativa Agricola
Sede Legale Via Dismano, 2830 47522 Cesena (FC) - Italy
Numero Verde 800 286660P.I. 00800010407
Contatti