I surgelati fanno parte della quotidianità domestica, ma la loro presenza è sorprendentemente recente nella storia dell’alimentazione. Il freezer non nasce per semplificare la cucina: nasce per proteggere il valore del cibo nel tempo. La surgelazione alimentare è oggi uno degli strumenti più efficaci contro:
Non è una “scorciatoia moderna”: è la forma più evoluta di conservazione naturale sviluppata dall’uomo. Dietro un gesto semplice — aprire il freezer — si nasconde oltre un secolo di ricerca scientifica sulla conservazione degli alimenti.
Molto prima dell’industria alimentare, l’uomo aveva approntato strumenti di conservazione del cibo che prevedevano l'utilizzo del freddo.
Le civiltà antiche utilizzavano:
I Romani costruivano vere “celle frigorifere” primitive, riempiendo pozzi di neve compressa durante l’inverno. Nelle regioni nordiche, invece, il gelo ambientale conservava carne e pesce per mesi.
Il risultato della conservazione era molto simile a quello del congelamento lento: il cibo si conservava, ma perdeva struttura, acqua e nutrienti.
La svolta arriva nel XX secolo grazie a Clarence Birdseye. Durante una spedizione in Labrador, il biologo statunitense Birdseye, osservò una pratica degli Inuit: il pesce congelato immediatamente a temperature molto basse, una volta scongelato, manteneva consistenza e sapore del fresco. Birdseye riconobbe quindi che non era solo il freddo a fare la differenza, ma anche la velocità di congelamento del cibo.
Nella metà degli anni '20 Birdseye condusse diversi esperimenti e successivamente fondò la propria azienda, la Birdseye Seafoods Inc., per surgelare filetti di merluzzo con aria raffreddata a -40 °C. Nacque così il primo sistema di congelamento rapido industriale, che noi oggi definiamo surgelazione.
| CONGELAMENTO DOMESTICO | SURGELAZIONE INDUSTRIALE |
| lento | rapidissimo |
| cristalli grandi | microcristalli |
| perdita di liquidi | struttura preservata |
| qualità variabile | qualità stabile |
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Tra glia anni ’50 e ’60 il frigorifero entra stabilmente nelle abitazioni europee. E così anche lo scomparto freezer. Cambia la relazione con la spesa:
La surgelazione, inoltre, è uno dei pochi metodi su larga scala che permette di superare la stagionalità delle produzioni e la variazione tra domanda e offerta dei prodotti.
Il passaggio decisivo, in Italia, riguarda tanto l'industria quanto l'agricoltura. “Nel 1973 come direttore del Consorzio Fruttadoro, dovendo collocare ingenti quantitativi di fagiolini freschi, in grave crisi di mercato, incominciai a viaggiare per l'Italia” racconta Bruno Piraccini, Presidente di Orogel. É allora che “entro nelle prime industrie di surgelazione esistenti, riuscendo nell'intento, cioè vendere tutti quei fagiolini. Ma, viaggiando per l'Italia e incontrando tutte quelle personde, vedendo coi miei occhi quei primi rudimentali impianti, capisco che anche per noi c'è la possibilità di realizzare una struttura industriale di trasformazione della verdura e della frutta e che questa opera può aiutare i soci a superare le crisi di mercato e dare una diversa utilizzazione alle produzioni di mercato fresco in difficoltà”. 1
La surgelazione diventa realmente qualitativa quando si integra con la filiera:
In questo modo colore, sapore e proprietà nutritive vengono “cristallizzate”, pronte a essere restituite in tutta la loro bontà quando il prodotto surgelato viene poi cucinato.
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La tecnologia attuale più diffusa è quella della surgelazione IQF, acronimo per Individually Quick Frozen. Attraverso questo processo i singoli ingredienti di un prodotto alimentare vendono surgelati separati l’uno dall’altro: in questo modo, aprendo ad esempio una confezione di piselli oppure il minestrone di verdure, non avremo un blocco unico, ma tante verdure separate le une dalle altre. Surgelare in IQF vuol dire salvaguardare la struttura e il gusto di ogni singola verdura.
Questa tecnica consiste nel:
La surgelazione rappresenta oggi uno dei modi più efficaci per mantenere intatta la qualità degli alimenti nel tempo: blocca i processi naturali di deterioramento, preserva vitamine e consistenza grazie al congelamento rapido, non richiede conservanti e consente di consumare prodotti raccolti al giusto grado di maturazione anche fuori stagione. A questi aspetti si aggiungono benefici concreti nella vita quotidiana — porzionabilità, riduzione degli sprechi domestici e disponibilità costante — che trasformano il surgelato in una scelta pratica ma soprattutto consapevole: non un’alternativa al fresco, bensì il suo prolungamento naturale.
NOTE
1 La cultura del noi, Letizia Magnani, Mondadori, 2024

Nell’ambito della misura PNRR “Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo”, Orogel ha ottenuto l’approvazione del progetto denominato “Programma di sviluppo per la logistica agroalimentare nell’ambito della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli”. In particolare il programma di sviluppo di Orogel, dal titolo “OROGEL – logistica interna e sostenibile” è finalizzato alla realizzazione di una nuova cella frigorifera automatizzata con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale e proseguire verso la digitalizzazione. Per ulteriori informazioni, cliccare qui.

Orogel è beneficiaria di un contributo del FEASR per un progetto approvato a valere sul PSR Emilia-Romagna 2014-2020 – Tipo di operazione 16.2.01 ("Supporto per progetti pilota e per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agricolo e agroindustriale") per un Piano di Innovazione dal titolo: "Varietà e tecniche colturali per specie orticole da mercato fresco e da surgelazione”, compreso nel Progetto di Filiera F21 (SETTORE ORTOFRUTTICOLO) dal titolo “PROGETTO PILOTA PER L’AMMODERNAMENTO E L’INNOVAZIONE DELLA FASE AGRICOLA DELLA FILIERA OROGEL: VERSO LE PRODUZIONI A RESIDUO ZERO” di cui è proponente e capofila la stessa Orogel. Per ulteriori informazioni, cliccare qui.
“MAC - Maculatura bruna del pero: approfondimenti su agenti causali, tecniche innovative di prevenzione e contenimento alla luce dei cambiamenti climatici” è un progetto realizzato nell’ambito Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 – Tipo di operazione Mis. 16.1.01 – Gruppi operativi del partenariato europeo per l’innovazione: “produttività e sostenibilità dell'agricoltura” - Focus Area 4B.
Costo Complessivo del Progetto: € 379799,62
Contributo concesso € 341.819,66
Domanda n. 5150379 – Capofila: OI PERA
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