News

Campi intelligenti: tecnologia, suolo e stagioni nell'agricoltura Orogel

A tu per tu con Mattia Fricano

Dalla semina alla raccolta, la campagna agricola di Orogel si apre all'insegna dell'innovazione e della cura del territorio. Mattia Fricano, che all'interno dell'ufficio agronomico di Orogel si occupa di Ricerca e Sviluppo, ci racconta come stanno evolvendo le pratiche in campo: tra calendari condizionati da un inverno particolarmente piovoso, sperimentazioni con micro-organismi benefici per la salute del suolo, nuove varietà di ortaggi più resilienti e tecnologie di precisione come il monitoraggio satellitare. Un viaggio tra tradizione e futuro, dove l'occhio esperto del tecnico dialoga con i dati.

Mattia, i mesi di marzo e aprile segnano un momento di risveglio per l’agricoltura. Come procedono i lavori in campo?

La stagione è ufficialmente ripartita, anche se quest’anno stiamo gestendo un calendario leggermente in ritardo: penso per esempio agli spinaci, che di solito vengono seminati da fine gennaio. Quest’anno la stagione invernale in Emilia-Romagna è stata molto piovosa, abbiamo dovuto attendere che il terreno si asciugasse per iniziare a seminare e per garantire le migliori condizioni possibili alla germinabilità del seme. Nell’ultima quindicina di febbraio abbiamo seguito la semina della cipolla, a inizio marzo dei piselli mangiatutto, mentre ad aprile ci siamo concentrati sui fagiolini.

Orogel parla spesso di rigenerazione del suolo. In che modo state traducendo questo concetto in pratica?

Dobbiamo prenderci cura della “casa” delle nostre piante, cioè il terreno. Per questo stiamo avviando test innovativi che prevedono l’utilizzo di pratiche a basso impatto, a base di micro-organismi benefici. Questi integrano e migliorano le classiche strategie di difesa delle piante. Si parte dagli spinaci, poi passeremo ad altre colture: zucchine, cipolle, fagiolini, zucche, sedano.

Si parla molto anche di ricerca varietale. Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi test?

Nei prossimi mesi metteremo alla prova nuove varietà di ortaggi progettate per rispondere meglio alle sfide climatiche e per aumentare la resa produttiva. Non si tratta solo di produrre di più, ma di produrre meglio, selezionando piante che siano naturalmente più resistenti e capaci di offrirci prodotti di altissima qualità organolettica.

Dal punto di vista tecnologico, quali sono le innovazioni più importanti?

Una delle soluzioni più performanti che stiamo applicando con successo su alcune colture come, ad esempio, la cipolla, è il sistema di irrigazione “a manichetta”. A differenza della classica irrigazione a pioggia, che distribuisce l’acqua dall’alto, la manichetta consiste in una sottile ala gocciolante stesa direttamente sul terreno lungo le file delle piante. 
Questo metodo ci permette di distribuire l’acqua in modo puntuale e costante, seguendo la filosofia del “poco e spesso”. Il risultato? Un buon risparmio idrico, che garantisce una sostenibilità reale e misurabile, ma anche un grande beneficio per le piante: bagnandone meno la chioma, sono meno esposte al rischio di ammalarsi. Non dimentichiamo che la manichetta è anche uno strumento eccezionale per la nutrizione, perché permette di dosare i nutrienti con precisione, riducendo gli sprechi e ottimizzando la crescita della coltura.

Come monitorate lo stato idrico delle colture irrigate con questo metodo di precisione? 
Ci avvaliamo del supporto di centraline che registrano dati pedoclimatici, come il contenuto idrico del terreno. Questi sistemi ci indicano se la coltura ha bisogno d’acqua: lo fanno attraverso modelli matematici, rilevamenti in situ e soglie impostate da noi tecnici sulla base della natura del terreno. Quando l’acqua scende sotto l’optimum nella zona radicale veniamo avvisati con una notifica di alert.

Utilizzate anche altri supporti digitali?

Sì. Un altro supporto interessante è quello fornito da software che sfruttano immagini satellitari. Attraverso alcuni indici vegetativi (come l’NDVI, Normalized Difference Vegetation Index), riusciamo a vedere da remoto come la coltura si comporta in termini di copertura del suolo. Valori bassi di NDVI indicano uno spinacio emerso da poco o nelle prime fasi di sviluppo; valori alti di NDVI indicano che la copertura è ottimale e probabilmente la coltura è pronta per la raccolta. Il supporto digitale è sicuramente utile e ormai imprescindibile, ma resta comunque un’integrazione all’occhio attento del tecnico, che può così mettere insieme l’esperienza di campo ei dati matematici a sua disposizione.

Condividi



Orogel Società Cooperativa Agricola

Sede Legale Via Dismano, 2830 47522 Cesena (FC) - Italy

Numero Verde 800 286660

P.I. 00800010407

Contatti